| La guferia.. questo è il luogo dove i nostri gufi alloggiano, ma non solo, chi non possiede un gufo per mandare lettere a genitori, parenti o amici, può usufruire dei vari gufi che Hogwarts mette a disposizione, e che si trovano naturalmente qui.. ma fate attenzione quando vi avvicinate.. alcuni beccano…ciaooooo!!!!!! Era l’alba. Neli si era alzata presto quella mattina per andare in guferia, doveva mandare una lettera a un amico che abitava molto lontano. Non voleva farsi vedere da occhi indiscreti, e così si era destata prestissimo, e dopo essersi vestita aveva oltrepassato il ritratto della Signora Grassa, che ovviamente si era lamentata per l’orario.. stava riposando diceva lei.. mah!!!!.. Neli aveva chiesto, la notte precedente, alla sua compagna di stanza, Christine, di accompagnarla se ne aveva voglia, e lei aveva accettato molto entusiasta, ma in guferia Neli si trovava da sola. Quella stessa mattina, infatti, quando Neli si era destata, si era avvicinata al letto dove dormiva l’amica. L’aveva osservata per qualche secondo e poi era arrivata alla conclusione che stava profondamente dormendo ed era serena.. (aveva un’espressione tranquilla).. e così non aveva avuto il coraggio di svegliarla. <<verrà dopo se si sveglierà e ne avrà voglia, ci incontreremo lì forse. Ora non me la sento di interromperle il sonno. Buona “notte” Christine!>> aveva sussurrato per non svegliarla. E ora, quindi, Neli si trovava sola soletta in guferia ad osservare quello splendore. Si avvicinò accanto ad un gufo bianchissimo, candido come la neve, puro. Era insolito. Neli allungò il braccio destro, lo salutò con un dolce <<buon giorno Jamir come va???.. che bel panorama hai visto? Dai andiamo ad osservarlo da più vicino.. vieni qui>>. Il gufo di Neli si librò in aria senza fare il minimo rumore, il suo dolce battito d’ali assomigliava molto ad un fruscio di foglie, al soffiare del vento, e poi si appoggiò delicatamente sulla spalla di Neli, che cominciò ad accarezzarlo. Si diressero verso il “davanzale” della guferia e Neli si bloccò ad osservare il panorama. Era meraviglioso. Da quella posizione si vedeva perfettamente, in modo decisamente molto nitido, il sole che tentava di alzarsi nel cielo, splendente. Il cielo colorato da luci strane, i colori uniti tra loro che sembravano dare il benvenuto al nuovo giorno. A Neli tutto ciò dava l’impressione che il cielo avesse parola, che le stesse raccontando ad immagini, come si fa con i bambini piccoli, una piccola favola. La trama era l’inizio di un nuovo giorno con protagonista il sole che sorge. Sarebbe stata ore e ore ad osservare quello splendore, quel miracolo della natura, la quale non aveva bisogno di magia o tecnologia per fare tutto ciò. Ma non poteva. Il suo tempo era limitato. Da lì a poco gli studenti avrebbero cominciato a svegliarsi.. inoltre Neli sentiva dei passi provenire dal corridoio esterno alla guferia. Sembrava che qualcuno volesse arrivare a lei senza farsi sentire.. doveva sbrigarsi, non conosceva l’identità di quella persona, poteva essere chiunque. Si rivolse verso Jamir, gli legò la busta alla zampa e disse: <<vai piccolo mio, sai già a chi devi portare questa lettera. Vai e fai attenzione. Mi raccomando!!!!>>.. e mentre diceva queste parole, Jamir si alzò in volo, diretto chissà dove, pronto ad intraprendere un lungo viaggio. Era una stella bianca nel cielo rossastro. Lo osservò per qualche istante e poi gli urlò dietro: <<beccalo finchè non risponde. Almeno 20 cm!!!.. buon viaggio!>>. Poi si voltò per tornare di corsa nel suo dormitorio, ma era troppo tardi, i passi erano ormai troppo vicini, aveva esitato troppo. Si appoggiò sul davanzale della guferia e attese. Avrebbe accolto il nuovo arrivato. Ma chi poteva essere??

 @If I can stop one Heart from breaking I shall not live in vain If I can ease one Life the Aching Or cool one Pain Or help one fainting Robin Unto his Nest again I shall not live in Vain. |